Federica Ferzoco

Attesa #5

2018

4 sculture: garza di cotone e resina cristal

100 x 80

 

 

 

Attesa #5 vuole essere il fermo-immagine della quotidiana presenza degli studenti in Università. Federica Ferzoco ha modellato con garze e resina quattro figure eteree eppure concrete. La garza, applicata non su uno stampo in gesso ma su corpi reali, conferisce trasparenza e leggerezza senza abdicare ai volumi di una presenza come suggerita, ma sfuggente.

 

Basilare, nella realizzazione dell’opera, è quindi l’interazione fra artista e modelli. L’artista infatti non impone una posa predeterminata, ma dialoga e si misura con il modello, perché la forma dell’opera prenda vita dal confronto con un corpo che si svela alterità singolare ed irripetibile. Al divenire di questo rapporto a due, che segna la concreta definizione del calco, contribuisce però in modo decisivo anche l’ambiente in cui l’opera viene collocata. I calchi sono infatti indissolubilmente legati al luogo che li ospita e ne riassumono suggestioni e qualità: non possono esistere altrove.

 

Si tratta perciò di un’opera ancorata ad un hic et nunc che catapulta lo spettatore in una duplice dimensione. A un primo sguardo, i calchi sembrano cristallizzare i corpi in una immobilità diafana che il tempo ha cessato di vivificare. Tuttavia, con il loro naturale cedimento causato dall’umidità, essi costringono l’osservatore di fronte all’evidenza del trapassare – cioè del trasformarsi – a cui siamo soggetti. La lenta ma inesorabile alterazione delle garze immerge quindi i corpi in una temporalità non mortifera ma vitale, trasformativa e circolare.

 

Il trasmutare dei calchi è meglio percepibile alla luce di una reiterata fruizione dell’opera. Questa favorita dalla collocazione armonica dell’opera agli angoli di un ambulacro quotidianamente abitato da studenti: le quattro figure, trattenendosi in uno spazio familiare, chiedono con urgenza l’interazione con un tu.

Il corpo per me è fondamentale. Nel realizzare le mie sculture, attraverso la tecnica del calco del corpo, non utilizzo mai uno stampo in gesso o un corpo modellato, utilizzo sempre solo persone reali con cui entro in dialogo, una relazione che porta alla definizione della forma. Il corpo delle persone a cui faccio il calco sono corpi che hanno una loro presenza, una fisicità che è reale, che si esprime nella posa sempre diversa e unica.”

(Milano, 1974) ha conseguito il Diploma Accademico in Scultura e il Diploma di II° Livello in Didattica delle Discipline Plastiche e Scultoree all’Accademia di Belle Arti di Brera…

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