Piero Mega

Piero Mega

Average

2018

Olio su tela

210 x 200 cm

 

 

 

 

L’uomo come “misura di tutte le cose”. Questa opera vuole stilizzare l’uomo e il suo mondo secondo le rigide proporzioni matematiche.

AVERAGE di Piero Mega è un progetto che diventa opera. La forma, in questo caso due pannelli di MDF, legno artificiale, dipende solo dalla necessità di collocare l’opera in modo da renderla contestuale al luogo che la ospita. La forma non rappresenta solo se stessa, ma esprime un’idea che va oltre ciò che immediatamente ci appare: essa è così tangibile che quasi sfugge. La superficie bi-dimensionale, infatti, nasconde altre dimensioni: lo spazio che ci circonda; le dimensioni spaziali vengono appiattite e si possono osservare soltanto da un unico punto di vista.

Attraverso la matematica l’umanità misura il mondo, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, lo spazio e il tempo. “Misurare” è l’ossessione dell’uomo che si serve di tale concetto per conoscere tutto ciò che esiste in natura e per creare i propri prodotti. Se l’uomo è per Protagora «la misura di tutte le cose», allora il corpo umano può definirsi la misura di tutti gli oggetti da lui prodotti, dai manufatti alle produzioni industriali di serie, fino agli oggetti virtuali a cui si accede con interfacce digitali. “Misura” e “media” sono quindi le due parole che ci aiutano a leggere l’opera, che ci costringe in una relazione frontale, fisica: corpo a corpo.

Che cos’è il corpo? Si può definire corpo anche ciò che non respira? Si può evocare il corpo attraverso le misure degli oggetti con cui esso si relaziona quotidianamente? Il corpo è materia, generato attraverso la mescolanza degli elementi che lo compongono e può essere percepito grazie alle sue qualità: l’estensione, la divisibilità e l’impenetrabilità. In questo caso lo spazio e la forma vengono semplificati alla mera geometria che si attiene a misure precise. Le linee sono la materia, la forma data allo spazio, che percepiamo grazie all’uso dei sensi attraverso i quali riusciamo a cogliere le misure degli oggetti. In AVERAGE l’artista utilizza come riferimento le “medie” degli oggetti di uso quotidiano, che si trovano anche all’interno della nostra Università, dall’Ateneo ai Collegi, con i quali il nostro corpo si relaziona fisicamente ogni giorno. L’opera esprime in forma visuale un concetto poetico, filosofico e scientifico: la “misura media” degli oggetti, ovvero corpi, con cui si relaziona il nostro corpo.

L’opera si compone tramite forme e misure medie di finestre, porte, sedute, tavoli: una sorta di metonimia di tutti gli oggetti umani. Come il Modulor di Le Corbusier, AVERAGE di Piero Mega diventa una scala di equivalenza per riconoscere il segno del corpo attraverso le misure degli oggetti creati dall’uomo, che accompagnano la sua esistenza.

(Tortona, 1961) nel corso degli annisi è occupato di comunicazione, fotografia, video e nuovi media, in parallelo ad un percorso artistico in costante ricerca, nel tentativo di integrare tecniche…

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