Matteo Pugliese

Matteo Pugliese

Pensiero Notturno

2010

Fusione a cera persa, bronzo silver version

92 x 42 X 22,5 cm

 

 

La Breccia

2004

Fusione a cera persa, bronzo

105 x 53 x 34

 

 

Le sfaccettature dell’io intimo dell’artista lottano cercando di emergere da una superficie che rappresenta le barriere che la vita pone.  “Credo che la figura umana sia un alfabeto completo in grado di trasmettere qualsiasi concetto ed emozione”

Pensiero notturno Breccia sono opere appartenenti alla serie Extra Moenia, la prima collezione realizzata dall’artista. Si tratta di due sculture bronzee catturate in una drammaticità ambigua: due corpi rappresentati nella nudità michelangiolesca tentano di divincolarsi da una superficie bianca, così anonima, così insignificante eppure così terribile. il momento in cui l’uomo prende coscienza di sé e cerca in ogni modo di evadere dal rischio della monotonia, dalla percezione di una banalità soffocante della vita e dal rigido sistema di imposizioni dato dalla società. Quando l’uomo si rende conto di questo, le possibilità sono due: la prima è la resa e la sopportazione; la seconda è la necessità di reagire. Per Matteo Pugliese questa presa di coscienza ha portato ad un inarrestabile processo creativo. Persino l’artista sconvolto afferma di aver trovato le opere “già fatte” nel suo studio, quasi come se le sue mani durante la creazione avessero agito senza la sua piena consapevolezza, ma guidate da un’irreprimibile necessità di doversi esprimere. Infatti, inizialmente le opere non erano affatto pensate per un pubblico, ma l’identificazione di questo con l’opera è stata una sorpresa successiva alla prima esposizione nel 2001. La facilità d’immedesimazione dell’osservatore con le statue è data dall’eccezionale resa dell’intimità umana e dall’uso, come veicolo espressivo, di ciò che accomuna il genere umano: il corpo. Pugliese stesso afferma: «Credo che la figura umana sia un alfabeto completo in grado di trasmettere qualsiasi concetto di emozione». Eppure, questi lavori non nascono da uno studio scientifico o da una ricerca anatomica, ma da una semplice rappresentazione di se stesso.

 

Sia i materiali sia l’aspetto formale evidenziano il legame che l’artista mantiene con la tradizione. Le opere sono realizzate con la tecnica della fusione a cera persa, la stessa utilizzata già nell’antica Grecia. Questa volontà nasce dal riconoscimento dell’importanza del passato e dal porsi quindi in diretta continuità con esso.

Milano, 1969) vive per un lungo periodo in Sardegna. Durante questo periodo sviluppa una forte passione per il disegno e la scultura, passioni che segue da autodidatta. Nel luglio del 1995 si laurea in Lettere Moderne alla Statale di Milano con una tesi di critica d’arte. Da giovane artista sconiosciuto, autofinanzia la sua prima mostra e affittando un locale nel centro di Milano (2001)…

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